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Bando 2018-Graduatorie provvisorie Progetti di Servizio Civile in Italia
Bando nazionale volontari per la selezione di 53.363 giovani da impiegare in progetti di servizio civile in Italia e all’estero pubblicato il 20 agosto 2018 dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale.

Lavoro nero e caporalato, Caritas e Fai Cisl aprono sportello nel Vallo di Diano

Il Decreto-Legge 19 maggio 2020, ha segnato una tappa molto importante nel mondo del lavoro, soprattutto per quei settori problematici come l’agricoltura, l’allevamento, l’assistenza agli anziani e la cura della casa, in cui spesso il confine tra lavoro e sfruttamento è molto sottile. A svolgere questi lavori, fondamentali per la nostra realtà economica e sociale, il più delle volte sono stranieri e, per quanto concerne il settore agricolo, nella maggior parte dei casi, si tratta di immigrati irregolari, sottopagati e vittime del caporalato. Nel decreto rilancio, l’articolo 110-bis sull’emersione dei rapporti di lavoro, consente, finalmente, a queste persone di poter regolarizzare la propria posizione. «I canali previsti dal decreto sono due – ci dice l’avvocato Franco Esposito – Il primo prevede che i datori di lavoro possano regolarizzare i lavoratori attualmente in nero. Se sono migranti irregolari, questi riceveranno automaticamente un permesso di soggiorno. Il secondo canale, invece, prevede, per i migranti irregolari che già avevano lavorato nei settori di interesse e che hanno perduto il lavoro, la possibilità di ottenere un permesso temporaneo di sei mesi, per cercare un nuovo impiego nei settori concordati».

L’emergenza Coronavirus ha mostrato, purtroppo, quanto sia diffuso in Italia il lavoro sommerso. In tanti, nei giorni del lockdown, sono rimasti sprovvisti del lavoro, in quanto non in possesso di un regolare contratto. «Questa emergenza – prosegue l’avvocato Esposito – ci ha mostrato quanto lavoro sommerso ci sia in Italia». Solitamente la polemica politica si concentra sugli irregolari immigrati, ma la realtà è ben diversa.

«Spesso ci dimentichiamo quanti italiani, o stesso immigrati regolari, lavorino in nero favorendo criminalità organizzata». Far emergere, infatti, chi è presente in Italia, lavora o ha lavorato sul nostro territorio clandestinamente, è di grande aiuto per il contrasto della criminalità, del caporalato, del racket, soprattutto in un momento in cui, all’indomani dell’emergenza sanitaria, è necessaria trasparenza e collaborazione per poter rilanciare l’economia del nostro Paese, gravemente colpita. Ma soprattutto, questo, significa poter aiutare tanti fratelli bisognosi, che hanno il diritto di essere trattati con umanità.

da “Giornale del Cilento” del 24 Maggio 2020

Emersione del lavoro irregolare. Caritas e Cisl aprono sportelli nel Vallo di Diano

Il Decreto-Legge 19 maggio 2020, n.34 recante “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”, segna una tappa molto importante nel mondo del lavoro, sopratutto per quei settori problematici come l’agricoltura, l’allevamento, l’assistenza agli anziani e la cura della casa, in cui spesso il confine tra lavoro e sfruttamento è molto sottile.
“A svolgere questi lavori, fondamentali per la nostra realtà economica e sociale – si legge in un comunicato della Caritas di Teggiano-Policastro -, il più delle volte sono stranieri e, per quanto concerne il settore agricolo, nella maggior parte dei casi, si tratta di immigrati irregolari, sottopagati o vittime del caporalato”
Nel decreto rilancio, l’articolo 110-bis sull’emersione dei rapporti di lavoro, consente a queste persone di poter regolarizzare la propria posizione. I canali previsti dal decreto sono due. Il primo prevede che i datori di lavoro possano regolarizzare i lavoratori attualmente in nero. Se sono migranti irregolari, questi riceveranno automaticamente un permesso di soggiorno. Il secondo canale, invece, prevede – per i migranti irregolari che già avevano lavorato nei settori di interesse e che hanno perduto il lavoro – la possibilità di ottenere un permesso temporaneo di sei mesi, per
cercare un nuovo impiego nei settori concordati.

“L’emergenza Coronavirus ci ha mostrato, purtroppo, quanto sia diffuso in Italia il lavoro sommerso. In tanti, nei giorni del lockdown, sono rimasti sprovvisti del lavoro, in quanto non in possesso di un regolare contratto. Ciò ha affamato tante persone, privandole della loro dignità. Far emergere chi è presente in Italia, lavora o ha lavorato sul nostro territorio clandestinamente, è di grande aiuto per il contrasto della criminalità, del caporalato, del racket, soprattutto in un momento in cui, all’indomani dell’emergenza sanitaria, è necessaria trasparenza e collaborazione per poter rilanciare l’economia del nostro Paese, gravemente colpita. Ma soprattutto, questo, significa poter aiutare tanti fratelli bisognosi, che hanno il diritto di essere trattati con umanità. Spesso, i migranti che lavorano nei campi, vivono in condizioni disumane in baracche fatiscenti, in assoluta povertà e igieniche precarie. E’ a loro che bisogna guardare perché il lavoro diventi sostegno, vita e non sinonimo di dolore, abuso e sofferenza. Il nostro vescovo, Mons. Antonio De Luca, da sempre si batte a protezione e sostegno dei fratelli immigrati lasciati ai margini della società e, la Caritas Diocesana, già da diversi anni, porta avanti il “Progetto Presidio” nella Piana del Sele, contro lo sfruttamento dei braccianti e il caporalato. Una battaglia di civiltà per garantire a tutte le persone diritto fondamentali”.

All’indomani delle nuove normative sull’emersione del lavoro irregolare, Caritas, in collaborazione con la “Fai CISL” di Sala Consilina, scende in campo aprendo degli sportelli nel Vallo di Diano, per consentire ai lavoratori di regolarizzare la propria posizione a titolo gratuito. Ciò al fine di tutelare queste persone che potrebbero facilmente essere preda di truffatori senza scrupoli, i quali, in cambio di lauti compensi, si presterebbero a produrre la documentazione necessaria.
La Caritas diocesana continua, dunque, il suo impegno a sostegno dei diritti umani collegati ai temi della legalità e dignità del lavoro, promuovendo una maggiore giustizia sociale e un’umanità non più divisa in padroni e servi, ma comunione tra fratelli.

da Italia2tv.it del 22/05/2020

#tiascoltiamo 3336609467

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Servizio gratuito di sostegno emotivo a distanza

Di fronte all’isolamento forzato e all’eccezionalità dei comportamenti quotidiani che l’epidemia Covid-19 impone, è inevitabile sentirsi disorientati e destabilizzati.

SE ti senti solo, smarrito, impaurito, preoccupato

SE sei lontano dai tuoi affetti più cari

SE senti la necessità di essere supportato o semplicemente ascoltato

CHIAMACI #tiascoltiamo

La carità al tempo del Coronavirus

Sono giorni drammatici quelli che stiamo vivendo a causa del Coronavirus e di questa terribile epidemia che ci tiene con il fiato sospeso, offrendoci terribili scenari di sofferenza e morte. Un nemico invisibile questo “Covid-19”, il virus che ha completamente stravolto le nostre  abitudini. Contagi, quarantena, terapie intensive, decessi, sembrano essere solo queste le parole e gli argomenti che ogni giorno, purtroppo entrano nelle nostre case, attraverso i mezzi di comunicazione di massa e si fanno i conti con l’angoscia, il senso di impotenza, la solitudine… Le famiglie vengono isolate, le persone messe in quarantena, gli anziani, per ragioni di sicurezza, costretti ad evitare i contatti con figli e nipoti, potenziali “untori”, che potrebbero mettere a rischio la loro già fragile salute. Così c’è chi si organizza e ricorre agli smartphone e alle videochiamate per avere un surrogato di affetto, la visione di un sorriso incoraggiante.

Il governo corre ai ripari, le misure cautelative diventano ogni giorno più rigide, nella speranza di contenere i contagi e vincere la battaglia contro il virus. Le città si fermano, si chiudono le porte di negozi e uffici, vengono annullati persino le celebrazioni religiose e gli incontri in parrocchia. Eppure una porta resta aperta: quella della carità. Una carità che nessuno può annientare e che può, anche in un momento di crisi come questo, riscoprirsi più forte, operativa. E’ per questo motivo, che anche nel pieno dell’emergenza sanitaria, Caritas continua con entusiasmo il suo operato e la sua attività di assistenza e di attenzione ai bisognosi anche se, con le dovute precauzioni e nel rispetto di tutte le norme previste per contenere la diffusione del virus. Alcuni servizi già esistenti continuano ad essere attivi ma si riorganizzano alla luce dell’emergenza sanitaria. Si cerca di evitare il contatto diretto con le persone, per evitare di esporsi e di esporre gli altri a rischi, ma i centri di ascolto restano comunque attivi. Resta in vigore anche il “pacco alimentare” per il quale è stato pensato un sistema di consegna a domicilio che avverrà nel rispetto di tutte le norme igienico-sanitarie obbligatorie. Anche la mensa dei poveri si riorganizza alla luce dell’emergenza Coronavirus. E’ stato introdotto il pasto d’asporto, per coloro i quali hanno la possibilità di consumarlo presso il proprio domicilio. Coloro che fossero costretti, invece, a consumare il pasto presso la mensa, verranno opportunamente tutelati. Agli ospiti sono garantite tutte le norme igienico sanitarie previste.

Caritas scende in campo, inoltre, al fianco di tutti gli operatori sanitari e di coloro i quali necessitano di essere sottoposti a quarantena, mettendo a disposizione anche alcune camere preso le sue strutture. La Caritas di Teggiano-Policastro ha, inoltre, risposto anche all’appello sollevato da numerosi cittadini e ospedali, riguardo la mancanza dei dispositivi di protezione individuale, in primis delle mascherine. Ha infatti avviato, nei giorni scorsi, la fornitura agli ospedali “Maria SS. Addolorata” di Eboli e “Luigi Curto” di Polla, di mascherine fabbricate con l’aiuto di alcune imprese sartoriali del territorio e il supporto della Protezione Civile Vallo di Diano.

Solidarietà, carità, collaborazione non vanno in quarantena: Caritas resta sempre accanto a tutti coloro che sono più fragili e bisognosi di aiuto, offrendo il suo servizio come atto di fede, con quell’entusiasmo di chi crede con convinzione che è solo con l’aiuto reciproco, la cooperazione e l’amore che possono vincersi tutte le sfide, anche quelle più dure.

Non si tratta solo di migranti

“Non si tratta solo di migranti”, giornata del migrante domenica 29 settembre 2019.

Si svolgerà a Polla, presso il Santuario di Sant’Antonio, domenica 29 settembre a partire dalle ore 17:30, la giornata del migrante e del rifugiato. Il tema “non si tratta solo di migranti” è voluto e non casuale perchè non si intendano come migranti soltanto gli africani che arrivano in Italia con gli sbarchi; ma anche gli stessi italiani, nostri connazionali, che un tempo furono costretti ad emigrare in terre lontane, lasciando casa loro. Perchè non si dimentichi.

Formazione Volontari SCU

Continua la formazione per i ragazzi che lo scorso gennaio hanno iniziato la loro esperienza in Caritas diocesana, addentrandosi nel sociale. Questa volta durerà 2 giorni e si svolgerà a Maiori (Sa). La formazione residenziale di metà servizio è di fondamentale importanza, sia per comprendere il lavoro svolto sino ad oggi, sia per gettare le basi per il futuro. Strategica anche la permanenza in loco, per intensificare la rete di comunicazione ed inter- partecipazione tra la Caritas Diocesana di Teggiano- Policastro e le altre Caritas attive nei progetti interdiocesani di Servizio Civile.

Non per mare. Protezione internazionale e vie legali e sicure di ingresso.

Si intitola così la presentazione del primo rapporto sui corridoi umanitari, ai quali anche la Caritas Diocesana Teggiano Policastro ha aderito, sin dallo scorso anno. La presentazione si tiene oggi, 5 Aprile 2019, presso l’Aula Magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Tra i vari interventi, quello di Alganesh Fessaha, dottoressa milanese di origini eritree che da anni collabora con la Gandhi Charity, associazione umanitaria. Alganesh, “italiana eritrea”, come affettuosamente viene chiamata, è considerata un punto di riferimento per tutti i migranti che dall’Africa partono alla volta della ricerca di una vita migliore in Europa. I corridoi hanno come obiettivi primari evitare i viaggi con i barconi nel Mediterraneo, che hanno già provocato un elevatissimo numero di morti, tra cui bambini; impedire lo sfruttamento dei trafficanti di uomini che fanno affari con chi fugge dalle guerre; concedere a persone in “condizioni di vulnerabilità”un iter sicuro. Consentono un ingresso legale sul territorio italiano con visto umanitario e la possibilità di presentare successivamente domanda di asilo. Un aiuto concreto per chi vive di speranza.

Non per mare, primo rapporto sui corridoi umanitari

 

Non per mare, primo rapporto sui corridoi umanitari

 

Non per mare, primo rapporto sui corridoi umanitari

 

41° Convegno Nazionale delle Caritas diocesane “Carità è cultura”

Si svolge a Scanzano Jonico, nella Diocesi di Matera- Irsina, precisamente dal 25 fino al 28 Marzo 2019, il 41° Convegno Nazionale delle Caritas Diocesane. Il convegno dal titolo “Carità è cultura” è collocato non a caso nell’anno  che vede Matera quale capitale europea della Cultura e sarà un momento di confronto fondamentale tra  le varie realtà per dare o restituire la speranza alle comunità riscoprendo la dimensione “educante”, con un rinnovato investimento nella formazione e sulla cultura. La Caritas Diocesana Teggiano- Policastro partecipa al Convegno, momento e spunto di importante riflessione anche per la nostra realtà diocesana. Saranno presenti al Convegno S.E. Mons. Salvatore Ligorio, presidente della Conferenza Episcopale della Basilicata; S.E. Mons. Corrado Pizziolo, presidente di Caritas Italiana, il professor Giuseppe Savagnone, direttore dell’Ufficio di Pastorale della cultura diocesi di Palermo; don Vincenzo Andrea Appella, S.E.  Mons. Paolo Bizzeti, Vicario Apostolico di Anatolia; Sr. Michela Marchetti, direttrice di Udite Agar, centro antiviolenza di Crotone, S.E. Mons. Carlo Redaelli, Arcivescovo di Gorizia e membro di presidenza Caritas Italiana; S.E. Mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, Arcivescovo di Matera- Irsina. Nella giornata conclusiva, di Giovedì 28 Marzo, si terrà inoltre un’interessante tavola rotonda di dibattito con Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, Marco Damilano, direttore de L’Espresso, Gian Franco Svidercoschi, giornalista e scrittore e Ansou Cisse, un giovane immigrato accolto presso Caritas. Il Convegno “Carità è Cultura si concluderà con una sintesi del confronto per un cammino comune, con don Francesco Soddu, Direttore di Caritas Italiana e con la celebrazione eucaristica presieduta da S.E. Mons. Vincenzo Orofino.

Il convegno, con la cornice della capitale europea della cultura, getta le basi per una cooperazione funzionale tra le varie caritas diocesane e conferma lo spirito e l’essenza più profonda della carità.

Convegno “Carità è Cultura”- dal 25 al 28 Marzo 2019, Matera

Convegno “Carità è Cultura”- dal 25 al 28 Marzo 2019, Matera